Art. 96

Da “Il Grillo canta sempre al tramonto”:

Gian Roberto Casaleggio: “All’estero la storia locale è molto studiata e divulgata. Se vai in qualsiasi biblioteca hai modo di accedere alle principali informazioni storiche che si riferiscono al luogo. Da noi no, è più difficile. Dovremmo essere orgogliosi ed informati sullo scontro che oppose i Comuni a Federico Barbarossa. All’estero si trova molto materiale su quel periodo: il Barbarossa che distrugge e rade al suolo le città, e gli abitanti che le rimettono in piedi con caparbietà e lo sconfiggono. E’ uno dei punti cardine della storia dell’umanità. Invece torni in Italia e nessuno ne parla. Perché un’epopea del genere è stata cancellata dalla storia italiana?”
Dario Fo: “Perché quella masnada di uomini che si batterono galleggiando su due fiumi non facevano parte di un’organizzazione militare ufficiale, cioè proveniente da una città come Milano o Brescia, ma erano tutti guerrieri fuori regola, indicati dai tedeschi come briganti delle lande, delle valli e delle paludi, e quindi indegni di venire ricordati dalla storia. Soprattutto in testa a quella gente non c’era nessun comandante noto, nessun eroe degno di essere cantato in un poema come fecero con Alberto da Giussano, mai esistito e notoriamente inventato da Giosuè Carducci ed altri romantici del tempo.”

Perché ho riportato queste righe?
Perché qualcuno faccia uno sforzo di memoria e di identità.
Ce n’è bisogno!

Nicola Morra – Cittadino Portavoce M5S in Senato – Presidente Commissione Antimafia

Articolo tratto dalla pagina facebook

“Mi domando se noi come 5Stelle, avendo tratto il nostro humus da un piano pre-politico, dovremmo rispondere sì a prescindere ai giudici. Anche perché male non fare, paura non avere. Quindi nessuno di noi si deve sottrarre al giudizio. Se io dimostro che ho agito nel modo giusto, svolgo una funzione sociale importantissima. La magistratura deve sempre poter avere dubbi sull’operato della politica”