Gate VII – Casa della Semi-Autonomia

Questa è un’esperienza che vogliamo ripetere !!!

Un appartamento confiscato alle mafie che abbiamo selezionato tra quelli disponibili sul nostro territorio e che in questi giorni è in fase di ristrutturazione con fondi Municipali. Siamo intraprendenti e lì realizzeremo il progetto sociale Gate VII destinato a donne vittime di violenza in difficoltà, con figli minori attualmente ospitate in case famiglia, permettendo loro di avere un tetto dove vivere in tranquillità in un regime di semi-autonomia. Vogliamo dare la possibilità a queste donne di intraprendere un percorso di riabilitazione lavorativa e sociale con il supporto del Municipio. La collaborazione con IKEA ci permetterà di arredare gratuitamente questo appartamento rendendolo immediatamente fruibile. Ma non è finita qui. Con l’approccio tradizionale Il costo di un nucleo Madre-Bambino in casa famiglia può arrivare ad 80.000 euro/anno. Una cifra che nel progetto GateVII permette non solo di ospitare un nucleo ma anche di coprire i costi di ristrutturazione dell’appartamento (acquisito gratuitamente in quanto confiscato alla mafia). Il secondo nucleo ospitato lo sarà praticamente a costo zero. Un bel risparmio per l’amministrazione che avrà quindi risorse da dedicare ad altri progetti come questo o all’assistenza tradizionale.

Il capitolo di spesa dedicato alle politiche sociali è quello più rilevante nel bilancio del nostro Municipio. Per questo è importante che gli impegni restituiscano risultati efficaci ed efficienti in termini economici ma soprattutto in termini di benessere dei soggetti affidati ai nostri servizi sociali. Cominciamo ad approcciare le politiche sociali in una modalità diversa dal puro assistenzialismo riaccompagnando verso l’autonomia i nuclei secondo le loro potenzialità.

Riteniamo inoltre importante recuperare, per fini sociali, i proventi di attività illecite per rimetterli a disposizione della cittadinanza svantaggiata. Per questo consideriamo Gate VII un’esperienza da ripetere.

Approfondimenti sui beni confiscati alla mafia e modalità di assegnazione :

A differenza del sequestro, che è una misura cautelare provvisoria, la confisca definitiva è una misura di sicurezza definitiva grazie alla quale Il bene confiscato entra a far parte del Patrimonio dello Stato.

Sintetizzando quanto regolato dal Decreto Legislativo n.159 del 6 settembre 2011, n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136. (11G0201)” accade che:

  • le somme di denaro confiscate sono versate nel Fondo Unico per la Giustizia;

  • i beni immobili – case, strutture, fabbricati, terreni e così via – sono mantenuti nel patrimonio dello Stato (per finalità di giustizia, ordine pubblico e protezione civile o per essere utilizzati da altre amministrazioni pubbliche) oppure vengono trasferiti agli enti locali che potranno gestirli direttamente oppure assegnarli in concessione, a titolo gratuito, ad associazioni del terzo settore (art. 48 co.3).

L’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (A.N.B.S.C.), è l’ente che provvede all’amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie, a seguito di confisca definitiva, e coadiuva l’amministratore giudiziario sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria in fase di sequestro fino alla confisca di primo grado, dopo la quale assume la gestione diretta degli stessi beni.

L’A.N.B.S.C. è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, dotata di autonomia organizzativa e contabile posta sotto la vigilanza del Ministro dell’interno.